TERAPIA PERSONALIZZATA

LA TERAPIA SARÀ PERSONALIZZATA – FARMACOLOGIA GENETICA E MOLECOLARE

LA NOSTRA ASSOCIAZIONE SOSTIENE E FINANZIA LA RICERCA ONCO-EMATOLOGICA DA 10 ANNI CON L’OBIETTIVO DI INDIVIDUARE I MARCATORI GENETICI DI CHEMIORESISTENZA (resistenza delle cellule malate ai medicinali somministrati, fenomeno che rende nulla la terapia stessa).

ABBIAMO SOSTENUTO CON FORZA L’IMPORTANZA DEL RENDERE “PERSONALI” LE TERAPIE.

I RISULTATI OTTENUTI STANNO DANDO RAGIONE A QUESTA LINEA DI PENSIERO, I MARCATORI GENETICI DI CHEMIORESISTENZA PER IL LINFOMA NON HODGKIN DIFFUSO A GRANDI CELLULE B SONO DAL 2012 UN PROTOCOLLO DI STUDIO PROSPETTICO ADOTTATO DALLE UNITÀ DI EMATOLOGIA DELLA TOSCANA.

I RISULTATI INTERMEDI SONO MOLTO PROMETTENTI, TRA NON MOLTO POTREMO FARE AFFIDAMENTO SU TEST GENETICI DI CHEMIORESISTENZA OTTENUTI ATTRAVERSO UN SEMPLICE PRELIEVO DI SANGUE PERIFERICO, È IL PASSO FONDAMENTALE PER LA PERSONALIZZAZIONE DELLE TERAPIE.

SIAMO IN BUONA COMPAGNIA PER QUESTA BATTAGLIA, ALTRE ECCELLENTI ENTITÀ DI RICERCA SI STANNO OCCUPANDO DI QUESTO TEMA, INSIEME RIUSCIREMO A DARE VIGORE AGLI STUDI ACCELLERANDO I TEMPI DI RITORNO.

Medicina personalizzata, perché lo stesso tumore è diverso in pazienti diversi. di Anna Ghezzi

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Il professor Mario Cazzola

Medicina personalizzata, perché lo stesso tumore è diverso in pazienti diversi. E farmaci intelligenti: non più armi di distruzione di massa, indistintamente letali per cellule malate e sane, ma terapie in grado di disinnescare la malattia. Il ritratto genetico della malattia permette di mettere a punto strategie di cura più efficaci e consente di cambiare il vocabolario: da sopravvivenza a guarigione, da incurabile a curabile.

Cos’è cambiato? «Dieci anni fa in caso di tumore ai polmoni si faceva una radiografia al torace, una Tac, la biopsia, si osservavano le cellule al microscopio e si faceva la chemioterapia – spiega Mario Cazzola, direttore dell’Ematologia del San Matteo di Pavia, parte del programma speciale dell’Associazione italiana ricerca sul cancro Airc e associated editor di Blood, la rivista scientifica della Società americana di Ematologia –. Ora si sa che alcuni tipi di questi tumori si associano a mutazioni di un particolare gene ed è stato creato un farmaco che lo inibisce. Quindi si analizza il dna e se si individua la mutazione si somministra una terapia specifica che cura la malattia e dà meno effetti collaterali».

Cos’è la medicina personalizzata?

«La medicina personalizzata parte dalle caratteristiche molecolari del tumore per arrivare a una terapia specifica. Tiene conto della specificità della patologia e del paziente, se è giovane o anziano, se ha altre malattie. Gli studi del genoma indagano i meccanismi molecolari per comprendere come si produce il cancro».

Per esempio?

«Una leucemia acuta può essere dovuta a tanti diversi genimutanti. Sapere qual è il gene mutante nel soggetto da curare, analizzando il dna contenuto nel sangue, permette di usare un “farmaco” inibitore che ferma lo sviluppo delle cellule tumorali e permette di garantire una terapia più efficace».

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Si parla anche di diagnosi precoce di tumori al polmone, al colon, al seno, alla prostata e il melanoma con un esame del sangue.

«Le cellule tumorali rilasciano dna nel sangue. Studiando il plasma c’è la possibilità di trovarne le tracce. E tramite il sangue si vedrà anche la risposta alla terapia nel tempo».

Quindi il futuro è diagnosticare tutto con un prelievo e il sequenziamento del genoma?

«C’è chi propone già ora analisi genetiche complete a pagamento, a basso costo. Ma non ha senso farle senza l’indicazione del medico su cosa cercare e che aiuti a capire che cosa dicono queste analisi».

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